ASIA/KAZAKHSTAN - Nuove iniziative sociali possono dare un impulso alla libertà religiosa

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Posted on: 03/23/18
Astana - “Le nuove iniziative sociali proclamate dal presidente kazako Nazarbaev hanno le potenzialità per portare miglioramenti anche in ambito religioso e avere ripercussioni favorevoli per la libertà religiosa dei cittadini kazaki. Bisogna infatti ricordare che in Kazakhstan, le comunità dei fedeli sono generalmente sottoposte a restrizioni, ufficialmente per motivi di sicurezza”: lo dichiara all’Agenzia Fides Davide Cancarini, ricercatore in Istituzioni e politiche all’Università Cattolica di Milano, illustrando il piano delle nuove iniziative sociali lanciate di recente dal presidente del Kazakhstan, Nursultan Nazarbaev. Tra le riforme annunciate, il Presidente ha parlato di nuovi mutui ipotecari, riduzione del carico fiscale per i cittadini con salario basso, aumento dell’accessibilità e della qualità dell’istruzione universitaria, espansione del microcredito, ulteriore espansione della produzione di gas del paese.
Cancarini rileva: “Se effettivamente realizzate, le cinque iniziative sociali potranno certamente portare benefici al paese, innanzitutto per i cittadini kazaki: tra il 2014 e il 2015, quelli classificati come ‘poveri’ sono passati, infatti, da 1,1 milioni a 1,4 milioni. Ma ne trarrebbe vantaggio anche la competitività del Kazakhstan e la sua autorevolezza a livello globale. Si tratta infatti della Repubblica centro-asiatica con il maggior peso diplomatico a livello internazionale, come mostrato dall’aver ottenuto la presidenza di turno dell’OSCE nel 2010”. Le cinque iniziative, spiega Cancarini, si inseriscono in un progetto di lungo corso lanciato nel 2012 con la “Kazakhstan 2050 Strategy”, che punta a fare del paese una delle prime 30 economie mondiali entro i prossimi 32 anni, attraverso una serie di riforme in ambito politico, economico e sociale: “Il regime guidato da Nazarbaev, saldamente al potere fin dalla dissoluzione sovietica, si è storicamente caratterizzato come un mix di autoritarismo politico e relativa apertura dal punto di vista economico: in tale contesto, la legittimità del Presidente è sempre stata legata alla crescita economica garantita al paese, elemento alla base del contratto sociale”.
Tale politica ha funzionato senza intoppi fino al 2014: “In quell’anno, a causa del calo del prezzo del petrolio, la crescita del PIL ha subito una battuta d’arresto, mostrando, in tutta la sua gravità, la dipendenza di Astana dai ricavi garantiti dall’esportazione di idrocarburi. La diversificazione economica riveste, quindi, un ruolo essenziale per garantire la tenuta del regime, anche in ottica di successione del 77enne Nazarbaev: investire in formazione e nella possibilità che si creino imprese private, togliendo quote di mercato a quelle statali, è pienamente in linea con questo obiettivo”, conclude Davide Cancarini.
In Kazkahstan, paese in cui vivono comunità di nazionalità e confessioni religiose differenti, il presidente Nazarbaev ha applicato una politica religiosa moderata e di prudente apertura, dovendo fronteggiare il problema del contrasto all'estremismo e al terrorismo. Negli ultimi anni il governo ha emanato una serie di provvedimenti che limitano e controllano l’attività delle associazioni e delle comunità religiose.
Secondo dati ufficiali forniti dal Ministero degli Esteri kazako, su 17 milioni di abitanti, al 70% musulmani, circa il 26% è costituito da cristiani, l’1% dei quali è di fede cattolica.

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