AMERICA/MESSICO - Tra i paesi non in guerra dichiarata, il Messico ha il maggior numero di omicidi al mondo

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Posted on: 10/11/17
Città del Messico – “Tra i paesi che vivono senza guerra , il Messico è quello dove vengono uccise il maggior numero di persone al mondo”: come riferito a Fides, lo ha affermato il Nunzio apostolico in Messico, Mons. Franco Coppola. Questa situazione di violenza che attraversa la nazione, ha sottolineato l’Arcivescovo, ha a che fare con una disarticolazione della società e con l’assenza dello stato. Come appreso da Fides durante una conferenza stampa, Mons. Coppola ha affermato che, per risolvere questa situazione, che ha raggiunto e toccato anche la Chiesa cattolica, è necessario rafforzare il tessuto sociale, oltre ad avere una presenza più forte dello Stato in molti luoghi del territorio messicano per garantire la sicurezza alla popolazione.
"La criminalità organizzata approfitta della disarticolazione della società, del fatto che ognuno si sente solo, e sfrutta l'assenza dello stato. Quindi per vincere questa lotta si dovrebbe rafforzare il tessuto sociale, così si può anche riprendere il discorso della famiglia e di una presenza più forte dello Stato che fornisca sicurezza qui in Messico", ha dichiarato Mons. Coppola.
Il Nunzio ha poi sottolineato che, finché la criminalità organizzata trova alleati all'interno del governo, si sentirà invincibile: ecco perché la vittoria di questa lotta richiede persone responsabili proprio nelle cariche pubbliche, cosa che si ottiene con l'unità di tutti i messicani. "Naturalmente, se la politica si fa corrompere e non combatte, non riuscirà a sconfiggere la criminalità e questa, alla fine, vincerà. Ma se mettiamo in prima linea, per curare i nostri affari politici, delle persone responsabili che non sono soggette alla corruzione, allora naturalmente si può vincere. Questa è una battaglia che si può vincere insieme, ecco il segreto: stare insieme. Purtroppo le persone vengono uccise perchè sono isolate, rimangono da sole, e nel momento in cui vengono lasciate da sole vengono uccise", ha detto il Nunzio.
Mons. Coppola, al compimento del suo primo anno di servizio alla Nunziatura in Messico, ha commentato che il paese ha delle qualità, delle potenzialità e grandi opportunità ma, al tempo stesso, ci sono anche le contraddizioni: "Non ci si spiega come, in un paese così ricco, ogni quattro giorni una persona muoia di fame, e la violenza uccida tanta gente", ha rilevato. Mons. Coppola ha anche dichiarato che, al suo arrivo, è stato colpito dal fatto che l'80% della popolazione è cattolica, ma in ambito politico e sociale la fede e la devozione non sono presenti: "A livello politico, coloro che dovrebbero cercare professionalmente di realizzare il bene comune sono pochi, c'è una presenza molto scarsa di cattolici, è quasi impossibile trovare qualcuno, non c'è un gruppo rappresentativo. Se i politici non lavorano con il popolo, non si costruisce lo spirito di famiglia nella gente messicana. Un politico dovrebbe essere un leader, che ha la sua idea e cerca di fare qualcosa a favore della gente, purtroppo molti politici seguono le opinioni, e perfino dicono ciò che conviene sulle reti sociali, invece di guidare i propri cittadini", ha concluso il Nunzio.



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