AFRICA/SIERRA LEONE - “Vogliamo collaborare con il nuovo governo soprattutto sull’educazione"

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Posted on: 06/11/18
Roma - “Abbiamo da poco un nuovo governo e speriamo che questo abbia tra le sue priorità il sistema sanitario, messo così a dura prova dalla recente epidemia di ebola” dice Sua Ecc. Mons. Charles A. M. Campbell, Vescovo di Bo e Presidente della Inter-Territorial Catholic Bishops’ Conference of Gambia and Sierra Leone, in un colloquio con l’Agenzia Fides in occasione della Visita ad Limina.
Ad inizio aprile l’ex oppositore Julius Maada Bio si è insediato come nuovo Capo dello Stato, suscitando speranze di cambiamento tra la popolazione provata dall’epidemia di ebola del 2016.
“Il governo appena insediato offre comunque alla popolazione prospettive nuove. In particolare il progetto di “bandiera” del governo è quello di offrire l’educazione primaria e secondaria gratuita a partire dal prossimo anno scolastico che inizia a settembre” dice Mons. Campbell. “Non vediamo l’ora che il progetto decolli ma allo stesso tempo vogliamo valutare con attenzione quello che il governo intende fare soprattutto nei confronti della Chiesa, perché molte scuole sono cattoliche”.
“Grazie agli sforzi dei missionari, la Chiesa cattolica dispone di numerose scuole che intendiamo mantenere in spirito di collaborazione con il governo” sottolinea. “Come Chiesa non ci sentiamo messi da parte nei progetti educativi del governo, ma occorre fare di più per rafforzare la collaborazione con le istituzioni statali. Abbiamo avuto difficoltà a collaborare con il governo negli ultimi 10 anni dopo l’approvazione della legge sull’educazione del 2004. A livello ecumenico e interreligioso abbiamo cercato di fare fronte comune per dialogare con il governo”.
“In ogni caso, siamo più che desiderosi di cooperare nell’istruzione, perché è un settore fondamentale nello sviluppo di qualsiasi nazione” rimarca il Vescovo. “D’altro canto, vogliamo preservare la splendida eredità che ci hanno lasciato i missionari, i quali hanno fatto un lavoro eccellente attraverso le scuole. Alcuni dei nostri sacerdoti provengono da famiglie musulmane ma hanno studiato nelle scuole cattoliche, dove hanno ricevuto liberamente il battesimo”.
Sui rapporti interreligiosi con l’islam locale, Mons. Campbell afferma: “siamo felici che al momento prevalga una forte tolleranza religiosa nel nostro Paese che favorisce il dialogo interreligioso e la collaborazione tra cristiani e musulmani. Siamo però preoccupati dalla diffusione della società Tabligh, che predica una forma di islam che è differente da quello che conosciamo. I loro predicatori, provenienti dall’estero, stanno reclutando i giovani musulmani locali, grazie anche a una certa disponibilità di denaro, per indottrinarli a una visione intollerante ed estremista della loro fede” conclude.


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