AFRICA/CONGO RD - “Rafforzare l’intervento ONU nella RDC” chiede il Segretario Generale della CENCO

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Posted on: 03/23/18
Kinshasa - Le Nazioni Unite devono rafforzare il loro impegno nella Repubblica Democratica del Congo dove intere aree sono ormai fuori dal controllo dello Stato. Lo ha affermato don Donatien Nshole, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo , in un suo intervento al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
“In intere province congolesi, dall’Ituri al Kasai, passando per il Tanganyika, il Nord e il Sud Kivu l’ex-Equateur, la situazione umanitaria e della sicurezza è contrassegnata dal caos e da una violenza generalizzata dovuta alla presenza di diversi gruppi armati, a conflitti interetnici ma anche e soprattutto dall’assenza dello Stato” ha affermato don Nshole il 19 marzo al Palazzo di Vetro di New York.
“L’assenza dell’autorità dello Stato in certe zone del Paese è dovuta all’illegittimità delle istituzioni principali” ha aggiunto il Segretario Generale della Conferenza Episcopale congolese, facendo riferimento alle mancate elezioni presidenziali che dovevano tenersi entro la fine del 2016, portando al prolungamento del secondo e ultimo mandato del Presidente Josesph Kabila. Una situazione che viene sempre più contestata dalla popolazione, della quale si è fatta portavoce un’associazione del laicato cattolico, che dall’inizio del 2018 ha promosso tre grandi manifestazioni di protesta nazionale, che sono state però represse nel sangue. Le manifestazioni, organizzate dal Comitato Laico di Coordinamento , erano volte a chiedere l’applicazione integrale dell’Accordo di San Silvestro, firmato il 31 dicembre 2016, con la mediazione della CENCO, che prevede la creazione di un governo di unità nazionale, includente tutti i partiti d’opposizione, incaricato di preparare le elezioni; la liberazione dei prigionieri politici e la libertà di stampa e di espressione.
P. Nshole ha indicato alcuni percorsi che potrebbero consentire, secondo la CENCO, di uscire dalla crisi. In primo luogo l'ONU deve investire di più e fare pressione sull'organizzazione delle elezioni. La transizione veramente democratica attraverso le urne è infatti l'unico modo per “dare al popolo congolese dei governanti in grado di far fronte alla crisi multiforme che sta divorando il Paese” ha affermato don Nshole che ha sottolineato l'urgenza di attuare le disposizioni dell'Accordo di San Silvestro e rispettare il calendario elettorale. Il sacerdote ha poi premuto per rafforzare il mandato della Missione ONU nella RDC che deve essere “dotata dei mezzi legali e materiali necessari alla protezione dei civili, delle persone vulnerabili e delle loro proprietà in aree dove si verificano attacchi e violenze ricorrenti". Don Nshole ha anche chiesto che vengano messi in campo aiuti umanitari urgenti per le popolazioni vittime dell'insicurezza e per quelle costrette a lasciare le loro terre.
Infine, il sacerdote ha insistito sulla necessità di “attuare un piano di sviluppo economico per la RDC dopo le elezioni. Un piano vitale per aiutare a riportare in vita il Paese che sta affondando nel caos da due decenni” ha concluso.

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